“Morire, dormire, sognare forse” è una riflessione per l’essere umano come uomo, come artista e come sognatore. Ogni uomo deve compiere un viaggio, durante e dopo la vita, che lo conduce alla verità e alla conoscenza; un viaggio che ogni uomo deve fare per conoscere il suo posto nell’esistenza; un viaggio che ogni figlio deve compiere per distaccarsi dai propri genitori. Si incontrano sul palco situazioni di quotidianità assurda che travalicano le epoche e gli spazi. Il desiderio di vivere insieme, la ricerca di una felicità spezzata con l’avanzare dell’età, i figli, la sofferenza e la morte, unico elemento che l’ha vinta su tutti gli altri.